Verifiche (3) 

Il valore della resistenza di terra deve essere opportunamente coordinato con le relative protezioni. Non è possibile assumere a priori un valore di resistenza di terra accettabile (ad esempio i 20 indicati dal noto art 326 del DPR 547/55) ma occorre di volta in volta confrontare il risultato con le normative inerenti  il coordinamento. I metodi di misura sono molteplici ma il più diffuso è il metodo voltaperometrico. Nei sistemi TT, occorre dire,  viene diffusamente impiegato, vista la semplicità dell’esecuzione, la misura indiretta della resistenza di terra (viene restituito un valore superiore a quello effettivo e quindi cautelativo rispetto alla misura tradizionale) attraverso la misura dell’impedenza dell’anello di guasto (fig. 2.1.4). Se il valore della resistenza di terra non risulta coordinato con le protezioni si dovrà procedere con la misura tradizionale mediante metodo voltamperometrico. Se per qualche motivo il neutro fosse collegato all’impianto di terra dell’utente (per errore, per un guasto o anche volontariamente) la resistenza dell’impianto di terra risulta esclusa dalla misura perché lo strumento restituisce un valore che è la somma delle resistenze del conduttore di fase, di neutro e del trasformatore. Prima di effettuare questa misura si rende quindi necessario eseguire la misura della resistenza d’isolamento per verificare che il conduttore di neutro sia isolato da terra.

Fig. 2.1.4 – Misura della resistenza di terra in un sistema TT mediante loop tester  



 La scelta del metodo più idoneo se si effettua la misura col metodo voltamperometrico dipende da diversi fattori quali il sistema di alimentazione, il tipo e le dimensioni di dispersore installato, le caratteristiche della zona adiacente i dispersori. Di seguito viene indicata la tecnica di misura per dispersori di piccole dimensioni ipotizzando che sull’impianto di terra in esame prevalga la componente resistiva (la componente reattiva induttiva può essere trascurata per impedenze di terra maggiori di un ohm)  e che quindi l’impedenza di terra possa essere considerata come puramente ohmica (da notare che questa semplificazione potrebbe non essere valida per impianti di notevoli dimensioni come ad esempio le stazioni di trasformazione dove le impedenze di terra presentano valori molto piccoli). La misura, per quanto possibile, dovrebbe essere eseguita con l’impianto in condizioni di normale funzionamento  senza scollegare il dispersore dal restante impianto. Si inietta una corrente alternata di valore costante nel dispersore in esame richiudendo il circuito su di  un dispersore ausiliario posizionato il più lontano possibile, ad una distanza che sia almeno cinque volte la dimensione massima dello stesso dispersore (diagonale o  diametro del cerchio di pari area  che contiene il dispersore, nel caso di dispersore a picchetto tale dimensione può assunta pari alla sua lunghezza ). Si procede alla misura mediante un voltmetro ad elevata resistenza interna  (fig. 2.1.5), rilevando i valori di tensione tra il dispersore in esame e una sonda di tensione,  posta fuori dalle zone di influenza generate dalla corrente di prova che attraversa il dispersore  in prova, e il dispersore ausiliario di corrente. La sonda può considerarsi infissa in posizione adeguata quando la distanza dai margini del dispersore è pari a 2,5 volte la dimensione massima del dispersore stesso. Il valore della resistenza di terra lo si ricava dal rapporto tra la tensione misurata e la corrente di prova oppure direttamente da strumenti costruiti per lo scopo.

Fig. 2.1.5 – Misura di terra col metodo voltamperometrico: tecnica per dispersori di piccole dimensioni

Fig. 2.1.6 – Verifica del funzionamento dei dispositivi di protezione differenziale  

Fig. 2.1.7 -Verifica del funzionamento dei dispositivi di protezione differenziale in un impianto senza conduttore di protezione